U Cascà Tabarkin

Quanto mi affascina la storia di questo piatto, non saprei spiegarlo!
Sarà che da isolana sono attratta da storie di mare, di isole che subiscono mille contaminazioni, da tradizioni che si mescolano per restituire risultati eccellenti.

La storia di questo Cous cous Tabarkino arriva da lontano, arriva dal mare insieme ai suoi marinai liguri che dopo aver colonizzato Tabarka (in Tunisia) nel 1550 circa per ragioni legate al mercato del corallo, si sono trasferiti per lo stesso motivo, sull’Isola deserta di San Pietro intorno al 1738, grazie al benestare del Re di Sardegna Carlo Emanuele III di Savoia e lì hanno costruito la città di Carloforte.
Oggi gli abitanti parlano il Tabarkino e conservano intatte tradizioni, usanze e piatti che sono un mix perfetto di Liguria, Sardegna e Tunisia.

La mia ricetta de U Cascà Tabarkin ve la presento in una terrina di vetro che altro non è che l’oblò di una vecchia lavatrice e su tovagliette ricavate da logore carte nautiche, perché questa è la mia cucina!

Ingredienti 2 persone
200 g di Cous cous (vi consiglio quello in scatola pronto per la cottura se non intendete farlo voi)
240 g di ceci cotti a vapore o se secchi tenuti in acqua per 12 ore e poi cotti in pentola a
pressione per 10 minuti
100 g di piselli
1 o 2 carote
1 o 2 zucchine
Verza
Aglio
Cipolla
finocchietto selvatico o rosmarino
Spezie: cannella, anice stellato, chiodi di garofano, coriandolo, maggiorana, pepe nero
olio evo, sale
1 noce di burro

Si cuoce tutto separatamente: in una pentola i ceci con uno spicchio di aglio e un rametto di finocchietto selvatico o rosmarino, in un’altra il cous cous, in un’altra ancora cipolla, verza, carote e le varie spezie, in un’altra ancora cipolle, piselli e zucchine.

Un consiglio utile che arriva direttamente dall’India, circa l’uso delle spezie, è quello di metterle in olio caldo prima di procedere con il soffritto, se queste sono intere (stecca di cannella, chiodi di garofano, semi di cardamomo ecc); se invece le avete in polvere le aggiungerete solo alla fine, per evitare che disperdano l’aroma restituendo un gusto amaro.

Infine si unisce il tutto disponendolo a strati in una terrina ampia e non troppo profonda: cous cous, verdure, ceci e qualche foglia di maggiorana e ancora, cous cous, verdure, ceci e qualche foglia di maggiorana.
Coprite e lasciate riposare un’oretta.. servitelo appena caldo o freddo se preferite.

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