La coloratissima Milano

“Milano con i suoi sarti e i suoi industriali…” lo cantava De Gregori nella sua Viaggi e Miraggi e come dargli torto?!

A passeggiare per le vie di questa città non si fa altro che vedere sartorie artigianali, show room, negozi di alta moda.
Dalla vetrina che da’ sulla strada, si vede una pila altissima di tessuti e un cartello accanto che dice: Realizziamo camice su misura.
Credo sia questa una delle cose che ci deve rendere orgogliosi del Made in Italy!

La verità è che questo mio viaggio ormai dura da qualche anno e mi rende ancora più nomade di quanto non lo sia già normalmente.
Quando mi chiedono come mi trovo qui, rispondo sempre che fare la milanese part time non è poi così male. Questa è una città che offre mille opportunità – a chi ha voglia di fare – è un caos ordinato; è silenzio e confusione allo stesso tempo.
Il silenzio di Milano lo trovi nelle centinaia di persone che incontri in una sola giornata, sono assorte nei loro pensieri, hanno le cuffie alle orecchie, la testa china sullo smartphone.
Il rumore invece, sta nello stridere dei tram, nei clacson delle auto, nelle sirene della polizia o dell’ambulanza ahimè, nelle milioni di voci che si accavallano una sull’altra, nei motori dei centinaia di mezzi che la attraversano.

Credo fermamente che vivere bene o male in un posto, dipenda sempre da come si decida di vivere quel posto.
Io mi divido tra un luogo meraviglioso come la Sardegna, che sa regalare paesaggi mozzafiato, profumi indelebili e sa donare spazio sufficiente a ognuno; e una metropoli che offre opportunità (per tutte le tasche!), che è una fucina di idee e una scatola piena di stimoli.
Insomma, passo da un eccesso all’altro!

E mentre da una parte si è soliti salutare qualcuno per strada, perché un po’ ci si conosce tutti, dall’altra decidere di non usare Google Maps e chiedere aiuto a un passante, può essere una buona scusa per scambiare due chiacchiere o semplicemente un sorriso.

Per quanto riguarda la cucina.. be’ qui c’è un po’ l’imbarazzo della scelta. Si trova qualsiasi ingrediente si cerchi, si assaggia qualsiasi cucina regionale, nazionale o internazionale si voglia provare.
Si sperimenta, si testa, si valuta, si riflette, si impara e si condividono punti di vista.

Insomma credo che Milano sia una città meno grigia dell’immaginario comune e molto più colorata di quanto si creda.
Una città che non ti concede di stare troppo fermo, altrimenti rischi di subirla e basta, ma hai sempre la possibilità di viverla con il tuo ritmo.

Cammino di Santiago de Compostela

Raccontare tutto in poche righe sarebbe più che riduttivo, ma qualche foto forse può aiutare!

10 giorni di viaggio
6 giorni di cammino
250 km in bicicletta
8 hotel
9 tappe
3 voli internazionali
3 compagnie
1 treno

A questo si aggiungono volti, sorrisi, saluti, incoraggiamenti, fango, pietre, massi levigati, mare, salsedine, profumo di eucalipto, boschi, foglie coloratissime, muri a secco, ponti romani, passaggi medioevali, strade strette, sampietrini, caprette, galli, cani, cavalli, pellegrini a piedi, silenzio.

Ti colpisce il paesaggio aspro e le ripide salite o discese che ti costringono a spingere una bici che con bisacce e zaino in spalla, pesa quasi quanto me; ti colpisce la bellezza del Portogallo e la gentilezza della gente che sorride.
Gli anziani che ti indicano la strada e la vecchina che ti mette una mano sul braccio quando ti fermi a un semaforo di Santiago e ti dice “Bienvenidos y que los apóstoles te protejan”; ti colpisce il bambino di forse 5 anni che, a Porto, si incuriosisce per la tua bicicletta carica e ti racconta della sua, in portoghese, dettagli compresi.

Ti colpisce il silenzio che si crea quando sei concentrato sulla strada, cerchi di non scivolare con la bici (cosa successa almeno 2 volte), cerchi di stare attento ai tuoi pensieri.
Le mani sono sul manubrio, il tuo smartphone lo prendi raramente, solo per qualche foto.
Il resto può attendere.

Il confine lo passi con un ponte e… benvenuti nella cattolicissima Spagna, benvenuti in Galizia!
Le croci lungo la strada aumentano, il percorso si fa sempre più ricco di chiese, santuari, cimiteri, basiliche, cattedrali che se puoi passare dritto, no! Le indicazioni (le famose frecce gialle) ti ci fanno girare attorno.
Sali verso Nord e comincia il freddo, metti le calze di lana, inizia la pioggia fitta e il vento che nebulizza le onde dell’Oceano.

C’è mare e oceano anche nel cibo: polpo a feira, sardine portoghesi, calamari, gamberi all’aglio, tapas, vino tinto e cerveza. Ai percebes mi son fermata, proprio non ce la faccio.

Arrivi a Santiago de Compostela e quasi perdi le indicazioni, non vedi più frecce, ma raggiungere la Cattedrale non è poi così complicato.
La strada si stringe, la gente aumenta, i negozietti di souvenir anche. Scendi dalla bici perché non puoi più pedalare e improvvisamente arrivi nella piazza. STOP

Ti fermi, hai ancora il fiatone per l’ultima salita e ora sì che ci vorrebbe una telecamera.
C’è chi salta di gioia, chi si abbraccia, chi piange, chi ride, chi balla, chi si siede e resta immobile in silenzio a contemplare una Chiesa di una bellezza disarmante, con guglie alte da fare solletico al cielo.
Ci sei anche tu, ce l’hai fatta!

 

Destinazione Zurigo

Eccomi qua. In treno per Zurigo, arrivo previsto ore 11.00. In stazione trovo ad accogliermi Harry e Sylvia.
Il nostro incontro ha qualcosa di davvero buffo e incredibile; ci siamo conosciuti ad Amsterdam, entrambi lì per lavoro e poi ci siamo rivisti in Sardegna.
Dopo una lezione di pasta fresca nella cucina di Lu Salconi, mi propongono di andare a Zurigo.
Sono pronta!

Prima lezione, sabato mattina. Il buongiorno comincia con una deliziosa colazione svizzera a base di formaggi, salumi, burro, marmellata e un caffè lungo, stamattina ne ho proprio bisogno.
Gli amici arrivano puntualissimi, con dei gran sorrisi sul volto e pronti a divertirsi e a trascorre una giornata diversa dal solito.
Dopo una breve presentazione cominciamo subito con il dessert, prepariamo la salsa per i ravioli e infine la nostra pasta fresca.
Mentre sono ai fornelli li guardo divertita, tutti impegnati a mescolare, tirare, tagliare, riempire e dar forma al pranzo.
Siamo seduti, si brinda, si chiacchiera, ci si racconta. Vanno via felici.
Dopo poco arrivano, sulla chat, le foto di chi appena tornato a casa si è messo a impastare di  nuovo… be’ che dire, una bella soddisfazione!

Un momento di relax, usciamo per una passeggiata.
Devo dire che qui l’autunno fa davvero del suo meglio, le campagne sono coloratissime, il foliage lascia a bocca aperta. Sembra che qualcuno si sia messo lì con una tavolozza di colori a dipingere il paesaggio. Mi fanno impazzire le finestre che sbucano dai tetti spioventi.
La città è meravigliosa e una coppia di musicisti ci incanta.
Ci sediamo per un aperitivo al Metropol, uno dei locali più in voga. Una signora accanto a noi condivide il suo aperitivo, è sola e per lei è troppo. Mi stupisco, la ringrazio e scopro che anche lei conosce la Sardegna, ci è stata più di trentanni fa, l’ha girata con lo zaino in spalla, tenda in spiaggia e falò.

Secondo giorno, sveglia alle 8.00, colazione, campanello, amici, tavolo pronto, chiacchiere, saluti, si comincia. Oggi il menù prevede tagliatelle e tiramisù e gli svelo qualche segreto per un buon ragù.
Siamo pronti, ci sediamo a mangiare, si parlano almeno quattro lingue oggi: svizzero-tedesco, inglese, francese e qualcuno parla anche un po’ di italiano.
Chiudiamo con una caffettiera fumante.

Torno in treno, ho il cuore e gli occhi pieni di bellezza. Ripenso a quanto sia importante la condivisione di un pasto e di un po’ di tempo.
Noi italiani abbiamo le giornate scandite da una colazione, un pranzo e una cena, di solito cerchiamo di mangiare in compagnia e cerchiamo sempre qualcosa di buono, che faccia bene al corpo e alla mente… credo che non dovremmo perdere mai questa abitudine!

La mia giornata finisce con una cena a casa di amici, porto loro dei bretzel freschissimi.
Harry e Sylvia… thank you so much for this great experience!