Destinazione Zurigo

Eccomi qua. In treno per Zurigo, arrivo previsto ore 11.00. In stazione trovo ad accogliermi Harry e Sylvia.
Il nostro incontro ha qualcosa di davvero buffo e incredibile; ci siamo conosciuti ad Amsterdam, entrambi lì per lavoro e poi ci siamo rivisti in Sardegna.
Dopo una lezione di pasta fresca nella cucina di Lu Salconi, mi propongono di andare a Zurigo.
Sono pronta!

Prima lezione, sabato mattina. Il buongiorno comincia con una deliziosa colazione svizzera a base di formaggi, salumi, burro, marmellata e un caffè lungo, stamattina ne ho proprio bisogno.
Gli amici arrivano puntualissimi, con dei gran sorrisi sul volto e pronti a divertirsi e a trascorre una giornata diversa dal solito.
Dopo una breve presentazione cominciamo subito con il dessert, prepariamo la salsa per i ravioli e infine la nostra pasta fresca.
Mentre sono ai fornelli li guardo divertita, tutti impegnati a mescolare, tirare, tagliare, riempire e dar forma al pranzo.
Siamo seduti, si brinda, si chiacchiera, ci si racconta. Vanno via felici.
Dopo poco arrivano, sulla chat, le foto di chi appena tornato a casa si è messo a impastare di  nuovo… be’ che dire, una bella soddisfazione!

Un momento di relax, usciamo per una passeggiata.
Devo dire che qui l’autunno fa davvero del suo meglio, le campagne sono coloratissime, il foliage lascia a bocca aperta. Sembra che qualcuno si sia messo lì con una tavolozza di colori a dipingere il paesaggio. Mi fanno impazzire le finestre che sbucano dai tetti spioventi.
La città è meravigliosa e una coppia di musicisti ci incanta.
Ci sediamo per un aperitivo al Metropol, uno dei locali più in voga. Una signora accanto a noi condivide il suo aperitivo, è sola e per lei è troppo. Mi stupisco, la ringrazio e scopro che anche lei conosce la Sardegna, ci è stata più di trentanni fa, l’ha girata con lo zaino in spalla, tenda in spiaggia e falò.

Secondo giorno, sveglia alle 8.00, colazione, campanello, amici, tavolo pronto, chiacchiere, saluti, si comincia. Oggi il menù prevede tagliatelle e tiramisù e gli svelo qualche segreto per un buon ragù.
Siamo pronti, ci sediamo a mangiare, si parlano almeno quattro lingue oggi: svizzero-tedesco, inglese, francese e qualcuno parla anche un po’ di italiano.
Chiudiamo con una caffettiera fumante.

Torno in treno, ho il cuore e gli occhi pieni di bellezza. Ripenso a quanto sia importante la condivisione di un pasto e di un po’ di tempo.
Noi italiani abbiamo le giornate scandite da una colazione, un pranzo e una cena, di solito cerchiamo di mangiare in compagnia e cerchiamo sempre qualcosa di buono, che faccia bene al corpo e alla mente… credo che non dovremmo perdere mai questa abitudine!

La mia giornata finisce con una cena a casa di amici, porto loro dei bretzel freschissimi.
Harry e Sylvia… thank you so much for this great experience!

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