Homemade Kefir

Ho scoperto l’esistenza del Kefir solo qualche anno fa ed è stato amore a prima vista!
Sarà che arriva da una parte del mondo che mi affascina molto, sarà che è una cosa “viva”, sarà che è semplicemente buono e alla fine mi sono cimentata nella preparazione del Kefir fatto in casa.

Ma prima di tutto, cosa sarà mai questo Kefir?
Si tratta di uno latte fermentato dal sapore acidulo che ha la consistenza di uno yogurt da bere. Proviene dalla regione del Caucaso ed è ricco di proprietà benefiche: favorisce la formazione di anticorpi, è ottimo per l’intestino, può essere assunto da donne in gravidanza, contiene magnesio, fosforo, zinco e vitamine B e K e agisce sul sistema nervoso, calmando stati di insonnia e iperattività.

La sua preparazione è davvero semplice e questo prodotto (soprattutto se preparato a casa) ha la caratteristica di essere quasi privo di lattosio e perciò digeribile anche da chi ne è intollerante.

Come si fa il Kefir?

Vi serviranno 2 barattoli di vetro, uno che abbia un tappo di plastica (io ho riciclato due barattoli: uno della Bormioli da 250g e uno della Nutella con il tappo a vite di plastica) e un pezzo di lino da cucina con un piccolo elastico.
Dovrete poi procurarvi, 50g di fermenti o granuli di Kefir (li trovate nelle erboristerie oppure online) e infine del latte intero di mucca o di capra.

Prendete i 50 g di fermenti (si tratta di una vera e propria colonia di batteri che serviranno per il processo di fermentazione), riponeteli nel barattolo da 250g, riempite il barattolo di latte e copritelo con un pezzo di stoffa di lino che fermerete con il vostro elastico.
Lasciate riposare il tutto a temperatura ambiente, dentro una dispensa, al buio per almeno 24h.

Una volta trascorso questo tempo filtrate in un contenitore il vostro yogurt, utilizzando un colino di plastica (io avevo dei bicchieri e ne ho forato uno, per evitare di comprare altra plastica inutile), in questo modo separerete i granuli dal latte.
Il contenitore con il tappo di plastica vi sarà utile per conservare in frigo i granuli di Kefir finché non deciderete di usarli ancora; il Kefir pronto invece lo potrete consumare subito o tenerlo in frigo per qualche giorno.
A questo punto, non vi resta che ripetere l’operazione tutte le volte che vorrete.

Come usare il Kefir?
Oltre che per un consumo diretto, con cereali, miele e marmellate, il Kefir è ottimo per la realizzazione di dolci e per la panificazione, perciò, spazio alla fantasia.

Come si fa il lievito madre?

Ma quale magia potrà mai nascondersi dietro l’unione di acqua e farina?
Il lievito madre per me è una vera magia, ci vuole tempo, pazienza, bisogna saper aspettare, lasciare che tutto si muova e si riposi nei tempi giusti.
C’è un’altra cosa bellissima, è vivo, bisogna rinfrescarlo e quasi accudirlo.

Questo è il mio metodo, che troverete di certo simile a molti altri:

* Mescolate 200 g di farina 0 e 100 ml acqua tiepida
* Fate una croce sul vostro panetto e mettetelo in un barattolo alto di vetro
* Lasciatelo fuori dal frigo a una temperatura tra i 18° e i 25°
* Ogni 48 ore rinfrescate il vostro lievito pesandone 200 g e aggiungete altri 200 g di farina 0 e 100 ml di acqua tiepida. Gettate la parte che avanza.
Rimettete il panetto nello stesso barattolo che avrete lavato solo con acqua calda e niente saponi.


Ripetete l’operazione per 2 settimane e, se potete, lasciate accanto al vostro barattolo un cesto di frutta matura.

Terminate le prime 2 settimane, il vostro lievito sarà pronto perciò non vi resta che conservarlo in frigo (se non lo usate tutti i giorni) e rinfrescarlo almeno 1 volta a settimana.
In questo caso però, dovrete pesarlo e aggiungere lo stesso peso di farina e la metà di quel peso, in acqua.

In quali quantità usarlo?
Per me di solito, il rapporto è di 1 a 5,  per esempio 100 g di lievito madre per 500 g di farina.

E voi, avete suggerimenti per realizzare il lievito madre?

Hummus e profumi di Medio Oriente

Sono legata alle mie radici e alla cucina tradizionale della mia terra, tanto quanto sono sempre incuriosita da nuovi piatti o ricette provenienti da chissà dove.
Le spezie poi, non ne parliamo… sono le mie polveri magiche in cucina.
Non ricordo nemmeno dove abbia assaggiato l’hummus di ceci per la prima volta, ma tra un esperimento e l’altro, ho trovato la ricetta che fa al caso mio…e alla fine ci ho aggiunto anche colore!

Questa è la mia ricetta:

240 g di ceci cotti a vapore (di solito è il peso sgocciolato di una lattina)
1 cucchiaino di cumino in polvere (liberi di non metterlo)
qualche goccia di limone (affidatevi il vostro gusto personale)
2 cucchiai abbondanti di Tahin
un pizzico di sale
una presa di paprika dolce o affumicata
olio evo quanto basta
una grattata di pepe nero
1 spicchio piccolo di aglio

Per colorare, come in foto, aggiungete barbabietola rossa cotta a vapore, quella che trovate al banco della frutta e verdura, sotto vuoto.
Se vi state chiedendo cosa sia la Tahin, be’ è una pasta o crema di sesamo chiaro, tipica del Nord Africa, di Grecia, Turchia e Medio Oriente; si ottiene dopo aver tostato i semi di sesamo, averli ridotti in farina e dopo aver aggiunto olio di sesamo alla farina stessa, fino ad ottenere una crema.

Mettete tutti gli ingredienti in un bicchiere alto dove potrete immergere il vostro frullatore a immersione e frullate.
Se serve, aggiungete un goccio di acqua per ottenere un composto più facile da frullare.

Guarnite con un mix di semi e un filo d’olio o spolverizzate di paprika, servite con pane tostato e grissini.

PS. Cari amici marinai, questa è una specialità perfetta da preparare in barca per rendere un aperitivo o un antipasto sfizioso!