Biscotti integrali senza uova


Mi direte, che non sono biscotti se non ci sono le uova, ma siete sicuri?

Provare per credere! Io li faccio spesso e piacciono davvero a tutti; non solo, sono perfetti per chi ha intolleranze o per altre ragioni non può mangiare uova e sostituendo il latte, con un latte vegetale, sono anche vegani.

Ecco la mia ricetta di questi biscottini integrali senza uova:

200 g di farina 00
50 g di farina integrale
50 ml di olio di girasole Bio
80 g di zucchero di canna
80 ml di latte tiepido
1 cucchiaio di miele
1/2 bustina di lievito
Vaniglia
Cannella
1 pizzico di sale

Il procedimento è semplice, basterà mescolare su di una spianatoia tutti gli ingredienti “secchi” e infine aggiungere il latte un po’ per volta e il miele. Lavorate l’impasto finché tutto non sarà ben amalgamato e lasciate riposare 20/30 minuti in frigo.

Riprendete il vostro panetto, stendete una sfoglia alta 1 cm circa e tagliate i biscotti con la forma che preferite.
Cuocete in forno statico a 180° per 20/25 minuti controllando la cottura.

Culurgiones oglastrini IGP

Sono una delle preparazioni più raffinate che abbiamo, uno dei prodotti IGP (indicazione geografica protetta) che ci rende più orgogliosi, una prelibatezza per gli occhi e la pancia; sono i Culurgiones.

La chiusura a forma di spiga di grano (Sa Spighitta) è la caratteristica che li rende subito riconoscibili.
Per realizzarla ci vuole un po’ di manualità, pazienza, pratica e una buona dose di esercizio.
Si tratta di uno dei piatti che più mi viene richiesto durante i corsi di cucina sarda e uno dei risultati che da maggiore soddisfazione.

I Culurgiones sono ravioli tipici della regione dell’Ogliastra, siamo più o meno al centro della Sardegna, sulla costa est che guarda l’Italia.
Si dice che venissero realizzati in occasione della raccolta del grano e che riportassero questa chiusura speciale proprio per celebrare questo giorno di festa.

Le ricette sono tante e differenti,  i due ingredienti principali, sono il formaggio e le patate, si aggiunge la menta e a seconda della ricetta l’aglio o la cipolla.

Questa è la mia ricetta:

Ingredienti per circa 80/90 culurgiones

Per il ripieno:
1 kg di patate a pasta gialla (meglio se di montagna)
600 gr di formaggio (350 g di vaccino e 150 g di pecorino semistagionato)
olio extra vergine di oliva
1 spicchio di aglio
menta fresca

Per l’impasto:
1 kg di Semola o semolato di grano duro rimacinato
Acqua tiepida
Sale qb

Qualche consiglio utile

Fate sempre bollire le patate con la buccia, partendo da acqua fredda e con uno spicchio di aglio in camicia, un rametto di rosmarino, una foglia di alloro e un pizzico di sale. Questa cottura esalterà il sapore della patata; il consiglio vale per qualunque preparazione che prevede patate bollite.
Mettete lo spicchio di aglio fresco per il ripieno, a macerare in un bicchiere di olio evo almeno per 30 minuti. Dopo aver versato l’olio nella vostra farcia, tenete da parte l’aglio e usatelo ancora per la salsa o per un’altra preparazione… evitiamo gli sprechi!
Decidete voi la dose di formaggio vaccino e/o pecorino, in base ai vostri gusti.
Quando li servite considerate che una porzione è almeno di 5 culurgiones per commensale e disponeteli in modo che sia ben visibile sa spighitta.

Pratzida (la pizza sarda)

Ho scoperto questa pietanza da poco eppure è antichissima. Un piatto quasi dimenticato e forse troppo poco diffuso persino nell’isola.
Si tratta della Pratzida, Su Mustazzeddu o Su Pani de Tamatiga, è un pane condito con pomodori maturi, basilico, aglio o cipolla, formaggio e in alcuni casi anche melanzane.
Affonda le sue radici nella cultura culinaria della regione del Sulcis Iglesiente (siamo nella zona sud ovest della Sardegna) e pare sia stato realizzato per la prima volta in un convento di suore che per la necessità di dar da mangiare ai poveri, inventarono questa specie di pizza o pane condito.

Ingredienti e procedimento sono semplici:

350 g di semola di grano duro rimacinata
150 g di farina Manitoba
10 g di sale
275 g di acqua fredda
150 g di pasta madre o 1 bustina di lievito di birra disidratato
25 g di olio evo

L’impasto è simile a quello della pizza, dopodiché dovrà lievitare in una terrina ben oleata per 3 ore.
Dovrà esser ripreso, lavorato ancora brevemente e dovrà lievitare per un’altra ora. In ultimo andrà steso e lasciato ancora 30 minuti a lievitare.
Ora basterà metterlo in una teglia, farcirlo con pomodori, basilico, olio, sale e pepe che prima abbiamo fatto insaporire in un’altra terrina (formaggio e melanzane si possono aggiungere a piacere).

Ripiegare i bordi verso il centro lasciando uno spazio (vedi foto), bagnarli con il condimento rimasto dai pomodori che si sono insaporiti e che abbiamo utilizzato per farcire e mettere in forno a 220° per 20/30 minuti.

Provatela perché ne vale la pena!