La classica torta di mele?

Torta di mele Sardina in cucina

Ah la torta di mele, alzi la mano chi non l’ha mangiata almeno una volta nella vita.
Uno dei dolci più conosciuti, la cui ricetta fa’ il giro dell’Italia intera, da nord a sud, isole comprese.
Ognuno ha la sua versione: più bassa, più soffice, più dolce, con amaretti, senza cannella…
Insomma ce n’è per tutti i gusti.

La mia ricetta arriva da Zia Domenica, una donna che non ho mai avuto il piacere di conoscere, ma che ha lasciato la sua ricetta scritta su un quadernino che ha fatto il giro della famiglia e allora io la immagino preparare questo dolce nella sua cucina, ben vestita, elegante, come le donne degli anni ’50 con le loro gonne svasate e coloratissime.

Accendete il forno:

3/4 mele
Succo di 1 limone spremuto
1 cucchiaino di zucchero

Tagliare le mele a fette sottili, spremere un limone, aggiungere lo zucchero e mescolare il tutto.

1 vasetto di yogurt
2 vasetti di farina 00
1 vasetto di fecola di patate
2 vasetti di zucchero integrale
mezzo vasetto di olio di semi di girasole Bio
2 uova
1 bustina di lievito vanigliato
1 pizzico di cannella
Amaretti sbriciolati

Lavorare i tuorli con lo zucchero e aggiungere (setacciando) la farina, la fecola, il lievito, la cannella e incorporare lo yogurt un po’ per volta così che aiuti ad ammorbidire l’impasto.
Aggiungere l’olio e mescolare fino ad assorbimento. Montare gli albumi a neve e aggiungerli mescolando dal basso verso l’alto per non smontarli.

Versare metà composto in teglia (imburrata e infarinata o con carta forno), disporre uno strato di mele e una manciata di amaretti sbriciolati.
Versare l’altra metà del composto, ancora uno strato di mele e mettere in forno statico a 180° per 35/40 minuti controllando la cottura.

Gnocchi alla Romana, un ever green


Classico di sempre? Assolutamente si!
Dall’ultima volta che ho mangiato gli Gnocchi alla Romana, saranno passati 15 anni e siccome li ricordo come qualcosa di buono e confortante, ho deciso di rifarli.

La mia ricetta è facilissima:

250 gr di semolino
1 lt di latte
2 tuorli
150 gr di Parmigiano o Grana
1pizzico di sale
100 gr di burro
Noce moscata
Salvia
Sale

Mettete a scaldare il latte con un pizzico di sale e appena raggiungerà il primo bollore, fate cadere a pioggia il semolino mescolando con una frusta e su fuoco basso.
Non appena comincerete ad avere un composto denso spegnete il fuoco e aggiungete 50 g di burro (in pezzi), 100 gr di Grana o Parmigiano e la noce moscata.
Continuate a mescolare con una mestolo o un leccapentole fino a che tutto sarà ben amalgamato.
Aggiungete i due tuorli mescolate e amalgamate ancora.

Versate e stendete il tutto in una teglia rettangolare/quadrata, che vi permetta di mantenere uno spessore di 2 cm circa.
Fate raffreddare bene e tagliate dischetti di diametro di 4/5 cm ciascuno. Disponeteli appena sovrapposti in una teglia da forno ben imburrata.
Spennellate bene con i restanti 50 gr di burro fuso e salvia, coprite con la restante parte di formaggio e mettete in forno a gratinare.

Dall’India il pane Naan

Da quando l’ho scoperto non ne faccio più a meno e devo dire che ha suscitato una tale curiosità che non appena ho diffuso la ricetta sui social, subito mi sono arrivate foto e commenti pieni di soddisfazione.

Il pane Naan è uno dei tanti pani indiani, che accompagna i pasti e in qualche modo funge anche da cucchiaio in un paese in cui non si mangia con le posate ma con le mani.
Viene preparato nel tipico forno Tandoor, che è una sorta di campana di terracotta rovesciata. Qui i “dischi” vengono attaccati alle pareti calde affinché possano cuocere in maniera uniforme.
La maniera più tradizionale di mangiare questo pane è  spennellandolo con il Ghee (il burro chiarificato indiano) e un trito di aglio e prezzemolo o accompagnandolo con  il Chole, una salsa a base di ceci, spezie, pomodoro, cipolla, aglio e zenzero.

Non mi resta che riportare qui una ricetta facilissima e qualche trucchetto (che arriva direttamente dal mio contatto in India) ricordando che il modo migliore per sostituire il forno Tandoor è utilizzare una padella a cui il disco possa rimanere attaccato (la prova consiste nel provare a capovolgerla) o in alternativa usare un testo o una padella antiaderente.

500 g di farina 00
250 g di yogurt o di latte
100 ml di acqua
6 g di lievito di birra secco
1 pizzico di sale
Olio extravergine d’oliva

Consiglio di lavorare il tutto in una terrina e trasferire l’impasto su una spianatoia solo alla fine,  per lavorarlo ancora 10 minuti e ottenere un panetto liscio e omogeneo.
Potrete sciogliere il lievito in una parte di acqua e aggiungerla un po’ alla volta. E se necessario aggiungere la seconda parte.

L’impasto è simile a quello della pizza.
Dopo averlo preparato potrete adagiarlo all’interno di una terrina ben oleata e lasciarlo riposare per 1 ora e mezza.
Dividete l’impasto in 8/9 panetti e lasciateli riposare ancora 15 minuti.
Stendeteli con un matterello o tirateli con le mani fino ad ottenere dei dischi di 1 cm circa e cuocete in pentola.

Si conservano per un paio di giorni ben coperti e basterà riscaldarli appena prima di portarli in tavola.