Piccole mani in pasta

Oggi ho avuto l’occasione di organizzare un laboratorio di pasta fresca con piccoli allievi, età compresa tra i 3 e i 5 anni. Sono arrivata con la mia valigia magica piena di farina e strumenti per lavorare la pasta.

Pensavo sarebbe stato complicato tenere viva l’attenzione per un’ora intera, ma devo dire che è stato più semplice e divertente del previsto.

Hanno sperimentato cosa vuol dire mettere le mani in acqua e farina, hanno toccato, annusato e strapazzato quest’impasto che ricorda tanto la plastilina e infine hanno gli hanno dato una forma.
Il gioco di fare la pasta è diventato un modo per imparare che il cibo ha un valore, che dietro un pacco di pasta sullo scaffale del supermercato c’è il lavoro di tante persone e poter realizzare qualcosa con le proprie mani può dare tanta soddisfazione.

Risate, allegria e chiusura con abbraccio
Grazie a questi piccoli allievi!

 

E se fosse farina di canapa?

Si lo ammetto, sono stata ad Amsterdam da non molto ed è stato un viaggio di lavoro, ma nulla ha a che fare con la voglia di provare la farina di canapa in cucina… non fatevi strane idee!

Scherzi a parte la farina di canapa è ormai un alimento facile da trovare nei grandi super mercati e nei negozi di prodotti Bio.

Mi hanno incuriosito le sue proprietà e ho deciso di sperimentarla realizzando i classici chiusoni galluresi.
Che caratteristiche ha?
Beh, è una farina senza glutine ed è ricca di fibre, omega 3 e 6 e sali minerali, realizzata dalla Canapa Sativa alimentare.
Io l’ho usata per la pasta fresca: 10 – 15% di farina di canapa, il resto era semolato di grano duro rimacinato.

Visto che si tratta di una farina gluten free, è necessario mischiarla con farine che il glutine lo contengono, così da dare forza ed elasticità all’impasto.
Il risultato è molto simile alle lavorazioni con farina di grano saraceno, perciò anche la farina di canapa è perfetta per realizzare pani ai cereali e dolci “rustici”.

Che dire, una bella alternativa per portare in tavola qualcosa di sano e magari un po’ diverso dal solito!

 

Torta sui fornelli


Dopo le mille ricette di torte leggerissime, senza grassi idrogenati, senza burro e senza uova… ecco una torta senza forno!
Giuro che non è un trabocchetto, fare una torta sui fornelli a gas si può, serve solo una pentola magica.
Si tratta di quella che molte nonne chiamavano “fornetto di campagna“, meglio conosciuta come fornetto Versilia; una pentola economica e versatile, perfetta da usare nelle abitazioni più modeste che non disponevano di forno e nelle case di campagna dove il massimo cui si poteva aspirare erano i 4 fornelli laccati di bianco lucido.

Per me si è rivelata un’alleata perfetta! I due forni della mia cucina sono spesso impegnati e se ho la necessità di preparare una ciambella per la colazione della mattina successiva, il gioco è fatto, metto sul fuoco e risparmio tempo e denaro.
I dolci sono più soffici e alti rispetto al forno elettrico e volendo si possono preparare anche secondi, contorni e pane.

E visto che ho già avuto il coraggio di viaggiare con una pentola a pressione dentro un trolley (non vi dico le facce degli addetti ai controlli in aeroporto!),  ho deciso che nel prossimo viaggio per mare, rinuncerò a qualche vestito e la metterò in valigia.
Magari riuscirò a rimediare l’inconveniente di essere sull’unica barca di tutta la flotta con il forno fuori uso!