Malloreddus o Chiusoni?


Be’ dipende in che parte della Sardegna tu abbia fatto le vacanze o da quale parte della Sardegna tu provenga, ma quelli che il resto degli italiani chiamano gnocchetti sardi qui li chiamiamo Malloreddus, Chiusoni, Ciusoni e Maccarones de Ungia.
Si fanno col pollice, sempre, ma si usano attrezzi differenti: antichi cesti di canne e asfodelo, tavolette di legno rigate e come nel caso dei Chiusoni, il retro di una grattugia.

Per i sardi, non c’è pasta che unisce più di questa!

La ricetta è semplicissima (per 4 persone):
400 g di semola/semolato di grano duro rimacinato
Acqua tiepida (circa la metà del peso della farina)
1 pizzico di sale .
In Sardegna non usiamo pasta all’uovo e il grano duro tende a mantenere bene la cottura perciò il mio consiglio è quello di scavarli bene, per permettere una cottura corretta (non fatemi gli gnocchi di patate.. quelli sono un’altra cosa!).

Il condimento per tradizione è un sugo di pomodoro e salsiccia fresca o pasta di salsiccia (nel Campidano, si aggiungono anche zafferano e finocchietto).
Il piatto si può completare con un po’ di pecorino sardo e Totus a mandigare!

Hot cross buns


Soffici, profumati di spezie, perfetti per la colazione o per merenda… che dire, gli Hot Cross Buns, mi hanno conquistata!

Bando alle ciance e veniamo subito alla ricetta di questo dolce inglese tipico della Pasqua che pare sia nato nel XIV secolo grazie a frate Thomas Rocliffe, che distribuiva questi panini dolci con l’uvetta ai poveri, ogni venerdì Santo.

55 g di burro e 200 ml di latte che dovrete scaldare appena, insieme, in un pentolino.
Aggiungete un pizzico di noce moscata e lasciate raffreddare.
455 g di farina 00
55 g di zucchero di canna
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di zenzero in polvere
1 cucchiaino di sale
25 g di lievito di birra fresco (da fare sciogliere in una parte del latte)
1 uovo
Uvetta a piacere
2 cucchiai di farina 00 e acqua

Dopo aver preparato la miscela di burro, latte e noce moscata, mescolate in una terrina farina, spezie, sale e zucchero aggiungete l’uovo intero e mescolate.
Aggiungete il lievito, mescolate ancora e trasferite l’impasto sul tavolo.
Lavorate con energia per 15 minuti.
Mettete a lievitare per 1.15 ora. Riprendete l’impasto, aggiungete l’uvetta se vi piace e dividete l’impasto in 10/11 panetti metteteli vicini in una teglia con carta forno, coprite e lasciate lievitare per 30 minuti ancora.
Mescolate 2 cucchiai di farina è un po’ di acqua e usate un sac a poche per realizzare la croce. Infornate a 190° per 15/20 minuti mettendo sul fondo del forno un pentolino di acqua.

Briciole di Fregula

Sapevate che il termine fregula o fregola, deriva dal latino e significa proprio briciola?!
Be’ la fregola è un cous cous sardo: si fa proprio come un cous cous, ossia mescolando e sgranando acqua e semola in un coccio e poi tostando in forno i suoi granelli imperfetti.

La curiosità sta nel fatto che sembra questa specie di pasta di semola, sia nata in un mulino di Tempio Pausania (siamo in piena Gallura, regione più a nord della Sardegna), ma abbia trovato fortuna nella tradizione del sud dell’isola.
Molto versatile, viene condita con pesce, carne e verdure; la più famosa e una delle più buone è certamente la fregola con arselle (o vongole), ma sarà facile trovare anche quella allo scoglio, quella vegetariana o quella di carne.

La fregola alla campidanese (il Campidano è una regione a sud dell’isola), che vi propongo oggi, è quella condita con il tipico sugo che più spesso accompagna i malloreddus.

Ingredienti per 4 persone:

300 g di fregula
250 g di polpa di pomodoro o pelati
200 di pasta di salsiccia o salsiccia fresca (meglio se condita con finocchietto)
½ cipolla rossa
Zafferano a piacere
Peperoncino a piacere
2 foglie di basilico fresco
Qualche foglia di prezzemolo per guarnire
1 foglia di alloro
Un pezzetto di pecorino sardo semistagionato da grattugiare alla fine
Olio evo, sale e pepe

Preparazione
Fate soffriggere appena la cipolla in olio, aggiungete la salsiccia fresca o la pasta di salsiccia, aggiungete poi la polpa di pomodoro, la foglia di alloro e il basilico e fate cuocere per 20 minuti circa, aggiustate se necessario di sale, pepe e peperoncino.
Mettete abbondante acqua sul fuoco per la fregola (potete cuocerla come la pasta oppure risottarla, ma io preferisco la cottura a metà e metà), raggiunto il bollore, salate e fate cuocere la fregola per metà del suo tempo, di solito una cuoce in 10/12 minuti.
Scolate e versatela nella salsa di pomodoro e salsiccia che avete preparato, ultimate la cottura, togliete dal fuoco e aggiungete un filo d’olio e lo zafferano, mantecate appena e servite con qualche foglia di prezzemolo tritato per guarnire e il pecorino grattugiato.

Un consiglio: scegliete sempre la fregola integrale, la riconoscerete per i granelli più scuri e imperfetti. Ha un gusto più intenso e deciso.