Frollini di farina integrale

Si dice che si cucina sempre pensando a qualcuno, altrimenti si sta solo preparando da mangiare.
In questi giorni così difficili, in cui la diffusione di un virus sconosciuto ci sta mettendo in ginocchio e costringendo a uno stop, bisogna trovare il modo per coccolarsi un po’.
Magari questo periodo ci servirà per imparare qualcosa di nuovo, per fare qualcosa che non abbiamo mai fatto, per godere del tempo, quello che ci lamentiamo di non avere mai.

Preparare di biscotti può essere un ottimo anti stress, un passatempo, un gioco da fare con i bambini.
Perciò scaldate il forno e prendete appunti, ecco la mia ricetta di questi frollini di farina integrale con burro di arachidi e crema di nocciole:

350 gr di farina integrale
150 gr di zucchero di canna
125 gr di burro di centrifuga (meglio)
2 tuorli
1 uovo intero
un pizzico di cannella
un pizzico di fava di Tonka
una grattata di scorza di limone bio
burro di arachidi
crema di nocciole (Rigoni di Asiago)

Setacciare la farina, aggiungere lo zucchero, le spezie, la scorza di limone, le uova e con una forchetta romperle e mescolarle agli altri ingredienti. Aggiungere il burro a tocchetti e cominciare ad impastare con le mani. Ricordo che la frolla non va lavorata troppo, anzi il meno possibile.
Ora che tutto è unito, potete avvolgerla in una carta forno (così respira un po’) o se preferite nella pellicola e metterla in frigo per 30 minuti.

Adesso è arrivato il momento di stenderla (1 cm circa), usare le 2 formine necessarie per fare una base tonda e un coperchio con un buchetto centrale e infine infornare per 20 minuti a 180° in forno statico.
Appena fuori dal forno spalmare burro d’arachidi e crema di nocciole quando i biscotti sono ancora caldi, unire le due parti e lasciar raffreddare.
Che dire, sono perfetti per la colazione, super energetici per uno spuntino dopo un allenamento e pericolosi sul divano a tarda sera quando guardate un film!
Intanto, buon divertimento.

Galette salata e colorata

Forse la versione più famosa è quella dolce, la Galette des rois, che i francesi mangiano in occasione dell’Epifania. Ma visto che per tale data sono ormai fuori tempo – ops, è già a marzo! – e dato che avevo il frigo pieno di verdure freschissime, ho optato per la versione salata.

Si ma come si fa sta Galette?
Be’ è facile, veloce e d’effetto, perciò se avete amici a cena questo guscio di pasta (tipo brisèe) ripieno di verdure è ciò che fa al caso vostro!

Per la pasta
200 g di farina integrale
1 presa di sale
50 gr di olio extra vergine d’oliva
70 gr di acqua fredda (da frigo)

Per il ripieno, potrete scegliere voi quello che più vi piace, io in questa ho messo:
broccoli e carote cotti a vapore, cipolla rossa di Tropea (a crudo), qualche fiocco di Robiola, olio, sale e pepe. Potreste aggiungere erbe aromatiche come maggiorana e basilico per renderle il tutto più profumato!

Lavorate in una terrina ampia la farina, il sale e l’olio, una volta che otterrete una consistenza grumosa, iniziate ad aggiungere l’acqua fredda un po’ per volta.
Ottenuto un bel panetto (anche se non perfettamente liscio) mettetelo in frigo per 30 minuti.
Tirate la sfoglia con un mattarello, deve essere sottile mezzo centimetro circa, mettetela su di un foglio di carta forno, in una teglia da crostata e bucherellate con una forchetta.

Aggiungete le verdure, il formaggio, aggiustate di olio, sale e pepe e infine infornate per 30/35 minuti in forno statico a 180°.

Il successo è garantito!

La Budapest che ti incanta

La prima sera a Budapest è stata così, un po’ strana. Sarà stata la stanchezza o il freddo, non saprei, ma non riuscivo a farmi un’idea di questa città in Europa, ai confini con l’Oriente.
Poi ho capito e me ne sono innamorata subito. Ho dormito in un appartamento inserito in un antico palazzo in perfetto stile Art Nouveau, ho fatto colazione con le tipiche girelle al cioccolato ungheresi che hanno un nome impronunciabile, ho passeggiato per le vie larghe dove trovare un attraversamento pedonale è fare una caccia al tesoro.
Mi sono fatta accompagnare da una guida locale ebrea – il che dava maggior valore all’esperienza – nel ghetto ebraico della città, mi sono svegliata quasi all’alba per raggiungere l’altra parte della sponda (Buda) e godere del panorama dal Bastione dei Pescatori.

Ho tenuto un corso di cucina sardamalloreddus, seadas e acciuleddi – a un gruppo di 8 persone nella bellissima scuola di cucina di Reka. Ma sentite qua.. Reka è per metà Ungherese per metà Srilankese, ha vissuto molti anni in Giappone e per questo conosce perfettamente le tre lingue (oltre l’inglese… altrimenti erano guai per me!) e la cucina di ognuno di questi luoghi.
Gentile e ospitale fin da subito, lei e la sua famiglia mi hanno fatto sentire subito accolta, come a casa. Grazie!

Perciò se passate per Budapest, immergetevi nella cultura locale, anche attraverso uno dei suoi corsi presso la scuola di cucina Negura. Son sicura che ne varrà la pena!