Cooking class in London

E dopo un’acrobatica conclusione di viaggio, dopo un volo cancellato, un taxi prenotato in tempi record, una sveglia alle 3.30 del mattino, una volpe che attraversa la strada in pieno centro abitato, uno smontaggio bagaglio ai controlli – nemmeno avessi un carico d’armi – una tratta schiacciata all’ultimo posto dell’aereo come una vera sardina… dopo tutto posso sedermi alla mia scrivania e raccontare un po’ la mia cooking class a Londra.

Londra è una città bellissima, capace di accogliere davvero centinaia di etnie, nazionalità e culture in un mix davvero ben riuscito.
A questo giro non ero ospite di una famiglia, ma ho semplicemente organizzato la lezione in tutta autonomia: voli, appartamento e ovviamente una cucina in cui tenere la lezione.

Un laboratorio di una pasticceria all’ingrosso, nel quartiere di Broadway Market.
Il gruppo anche questa volta era un melting pot: Australiani, Americani, Turchi e Italiani. Tutti riuniti a Londra per un workshop di cucina sarda.

Abbiamo impastato, dato forma ai malloreddus, riempito le Seadas, condito, fritto e ricoperto di miele.
Lo stupore di fronte ad una salsa di pomodoro così semplice e così gustosa è sempre lo stesso: “come fate voi italiani a cucinare così bene?”.

Ultimo non ultimo, raccontare la tradizione della propria terra, in un’altra lingua e con persone in parte sconosciute e provenienti da altri continenti ha sempre il suo perché e lascia sempre una buona dose di piacere e di orgoglio.

Thanks a lot to everyone for this great experience!

Le perle di Napoleone e la sua margarina

Ho comprato proprio pochi giorni fa il mio amato olio di cocco, che come già saprete ha infinite proprietà sia in campo alimentare, sia in campo cosmetico.
Confesso di preferire, in cucina, l’uso di grassi per così dire “più mediterranei” come olio d’oliva e burro, ma uso l’olio di cocco sopratutto nella preparazione di alcuni dolci. Per il resto, è davvero ottimo come maschera idratante per il viso, olio per pelle e capelli, se vi si aggiunge lo zucchero di canna diventa uno scrub, insomma gli usi sono tantissimi! Inoltre, viene confezionato in barattoli di vetro, niente plastica (come accade per altre creme e maschere idratanti).

Ma i grassi più comuni nelle nostre cucine sono probabilmente l’olio, lo strutto, il burro e la margarina e visto che da poco mi è stato chiesto se fosse possibile sostituire, nella preparazione di alcuni frollini, il burro con la margarina ecco la mia risposta.

La margarina è nata come sostituto del burro, quando Napoleone Bonaparte chiese a un chimico di creare un qualcosa di simile al burro (anche in aspetto) ma che fosse più resisteste e non irrancidisse.
Il risultato ottenuto dopo aver idrogenato oli vegetali, sono state piccole sfere simili a perle che in greco si chiamano margarin e da qui il termine di margarina. Queste sfere opportunamente rielaborate sono diventate un panetto, molto simile al burro.

Ma non me ne vogliano i vegani se dico che la margarina non può essere un buon sostituto del burro. Nell’alta pasticceria si usa sempre il burro.
Tralasciando questioni di gusto e ragioni organolettiche: il burro ha un punto di fusione di poco inferiore a quello della temperatura del nostro corpo, perciò se ingeriamo un biscotto fatto con il burro, la prima sensazione sarà quella di pienezza e appagamento, tutti gli ingredienti e gli aromi si diffonderanno nella nostra bocca.
La margarina ha un punto di fusione più alto, perciò non si scioglie immediatamente in bocca e questo non ci fa percepire gli aromi pienamente e quando arriva nello stomaco non si è ancora sciolta, perciò è possibile che si attaccherà alle pareti mettendo a dura prova i nostri succhi gastrici.

Inoltre non fa differenza alla nostra dieta, perché 1 g di burro equivale esattamente a 9 calorie e lo stesso vale per la margarina.

Insomma, per un prodotto di qualità, non ci sono sostituti!

 

Frolla e castagne

Niente, fino all’ultimo istante ho tentato con tutte le mie forze di oppormi a quel cappotto che mi chiamava a se e a quegli stivali che mi pregavano di essere indossati, viste le temperature milanesi, ma ahimé ho ceduto e ora anche io sono coperta più che mai!

Lo scorso anno di questo periodo facevamo bellissime passeggiate in quel di Pistoia e ora la mente mi rimanda al ricordo di una visita in un mulino a pietra per la macina delle castagne.
Omaggiata di un sacchetto di quella preziosa farina, l’ho utilizzata per realizzare cose buonissime, dolci e salate.
Riaffiorati alla mente questi piacevolissimi ricordi, ho deciso di rimettermi all’opera e di scaldare la serata sul divano con la fragranza di questi frollini alla farina di castagne con granella di mandorle.

La ricetta eccola qua:

250 g di farina di castagne
200 g di burro
1 uovo intero
100 g di zucchero di canna integrale
granella di mandorle

Ammorbidire il burro mescolandolo con l’uovo, aggiungere lo zucchero, la farina setacciata e la granella di mandorle a piacimento.
Lasciar riposare in frigo per almeno 1 ora e infornare a 180° per 15/20 minuti in forno statico (il tempo di cottura dipende dal forno).

Ricordate che questo tipo di frolla è piuttosto delicata, perciò risulterà più morbida della classica frolla di farina.

Consigli d’uso? 
Consumare sul divano in una giornata grigia e fredda, leggere un buon libro o metter su un film, coprirsi con una morbida coperta e sorseggiare una tisana o una cioccolata calda.