#2sardeinpadella


Si, lo so! Mi sono un po’ persa dietro le feste natalizie, il via vai dalla Sardegna a Milano, casa da sistemare e prossima fiera Olandese da preparare, ma sono tornata con una grande, bella novità.

Si perché da quest’anno, insieme a Gabriella di GastroHome porteremo avanti il progetto #2sardeinpadella.
Di cosa si tratta? Be’ provo a spiegarmi…

Siamo 2 sarde a Milano, con una forte passione per il cibo e per le nostre tradizioni.
Abbiamo entrambe fatto scuola nella cucina della nonna, siamo passate per ristoranti e cucine di vario genere, organizziamo corsi di cucina e piccoli eventi (separatamente) nelle vesti di Sardina in Cucina e GastroHome e viste le molte cose in comune ci siam dette che era il caso di provarci insieme.

Certe che la cucina sarda sia un territorio ancora inesplorato per molti, abbiamo deciso di proporre cooking class di pasta fresca sarda, supper a tema, serate gastronomiche che portino un po’ di Sardegna sulle tavole milanesi e non solo.

#nonsolomaialetto è diventato un po’ il nostro motto, perché oltre a maialetto, Cannonau, seadas e pane carasau, la nostra cucina offre molto altro.
Perciò non resta che scoprirlo e prenotare!

Le prossime date in programma:

  • Workshop di pasta fresca e cena
    6 febbraio 2019 – h. 19.00-23.00 – Milano
  • Non la solita cena sarda
    22 febbraio 2019 – h.  20.00-23.00 – Milano

Per info e prenotazioni potete contattarci direttamente su social network e siti.

Insolito pranzo

Sveglia ore 5.30, è ancora buio e mi attende un bel viaggio!
Arrivo a Sardara e ad accogliermi ci sono due buffi labrador.
Claudia (di Fior di Sambuco) mi apre la porta della sua bellissima casa e insieme a lei c’è il suo compagno.
La tavola è già apparecchiata, vi è cura in ogni dettaglio e un piccolo pensiero per tutti i commensali: un sacchetto di legumi di un produttore locale.
Il campanello inizia a suonare e in men che non si dica la casa si riempie di amici e parenti.

Oggi gioco in casa e non posso sbagliare, anche perché le persone che ho davanti a me conoscono bene la pietanza che prepareremo insieme!

Confesso che più che una lezione è stato uno scambio; c’è chi si cimentava per la prima volta, chi in realtà era già abile, chi ricordava i momenti trascorsi nella cucina della madre.

Mi trovo in un’altra Sardegna, altrettanto bella e ospitale. Ci si confronta su ciò che cambia da nord a sud dell’isola, sui dialetti, sulle varie versioni degli stessi piatti tradizionali, sulle ricette…
Il nostro confine è il mare e da questo sono arrivate varie dominazioni, la cui influenza la si vede anche in cucina.

Io preparo la salsa, Claudia i taglieri di salumi e formaggi e arriva il maialetto arrosto, come da tradizione.
Ci sediamo a tavola, un calice di rosso e mi sembra di essere in famiglia.
Grazie a questo variegato gruppo per la bellissima giornata trascorsa insieme.

Torta di kaki e di ricordi

Confesso che ho un rapporto del tutto particolare con questo frutto. Parlo del kaki o cachi dir si voglia!
Non so bene cosa sia successo, forse semplicemente da piccola ne devo aver mangiati talmente tanti che ora non è un frutto che amo particolarmente.
Eppure la torta di kaki mi piace molto, ha un aroma di Oriente e l’ho eletta il mio comfort food, il cibo dei ricordi.
Sì, perché se anche non ho una memoria ben precisa sull’argomento, i kaki mi ricordano mio nonno, esattamente come le ceste di ciliegie che mi portava dal paese quando con la nonna venivano a trovarci sull’isola (quella piccola), perché loro vivevano nell’isola grande (la Sardegna).

La ricetta della mia torta di kaki:

200 gr di farina 00
2 uova
3 kaki medi maturi
1 bustina di lievito per dolci biologico
130 gr di zucchero di canna
1 pizzico di cannella
1 cucchiaio di cacao amaro in polvere
100 ml di olio di arachidi
scorza di 1 un limone bio

Come procedere
Separiamo i tuorli dagli albumi e uniamo i tuorli allo zucchero. Lavoriamo con una frusta, fino a ottenere una consistenza spumosa.
Aggiungiamo la polpa dei cachi che avremo prima spelato e sminuzzato.
Ora è il momento di farina, cacao amaro, lievito e cannella. Tutti ingredienti da aggiungere un po’ per volta e facendosi aiutare da un setaccio.
Infine scorza di limone, olio di arachidi e albumi che avremo precedentemente montato a neve e che ora dobbiamo incorporare con movimenti dal basso verso l’alto.
Non resta che infarinare e imburrare una teglia da 22 cm (io ho usato una teglia di silicone a forma di cuore) e via in forno statico per 45/50 minuti a 180°.

Una volta terminata la cottura – e consiglio di fare sempre la prova dello stecchino (se infilate ed estraete pulito, la torta è cotta!) – fate raffreddare e servite con abbondante spolverata di zucchero a velo.
Con questa ricetta dovreste ottenere un dolce simile al brownies, quindi basso, umido e ben compatto, più indicato come dessert da dopo cena o per il tea del pomeriggio.

Volendo arricchire l’impasto, si possono aggiungere gocce di cioccolato fondente o uva passa.